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corte ai bottari - 2° fase, 2004
Committente: Comune di Siracusa

Progettisti e Direttori dei Lavori: arch. Vincenzo Latina con ing. Daniele Catania,

espropri geom. Sebastiano Fortuna

Collaboratori: arch. Silvia Sgariglia, Nadia Montuori, Rudiano Macaione

Progetto: anno 2001

Inizio Lavori: anno 2002

Fine lavori: anno 2004

Impresa esecutrice dei lavori: Serena Costruzioni s.r.l. Valverde (CT)

Il progetto si pone in intima connessione con la nuova corte interna all’isolato ai Bottari, quest’ultima è già stata eseguita e fa parte di una strategia unitaria di interventi previsti nell’isola di Ortigia.

L’intervento è interpretato come completamento urbano della corte, in modo da dotare quest’ultima di un secondo ingresso. L’accesso, della seconda parte risulta subordinata alla ridotta visibilità dell’attuale ingresso presso via Amalfitania, esso è caratterizzato da un varco anonimo e angusto che si snoda attraverso di un sistema di gallerie poco illuminate che giungono nella corte.

Il collegamento del ronco con la corte ai Bottari, è avvenuto attraverso la creazione di un sistema di varchi disposti in asse ad un’apertura eseguita all’interno del dammuso situato nella corte.

Il nuovo cortiletto è stato realizzato grazie alla demolizione di alcuni vani localizzati in fondo al Ronco Aquila e alla “liberazione” dalle macerie accumulate nell’area in decenni di abbandono che isolavano di fatto delle cellule edilizie interne all’isolato. Tali interventi condotti in “galleria” dentro gli edifici, hanno permesso il prolungato sullo stesso ronco dell’asse viario che con orientamento Est/Ovest attraversa il cortile Bottari.

Il tracciamento dello stenopos dà continuità all’asse viario della corte dei Bottari secondo un programma generale di complessiva configurazione contemporanea dell’impianto viario originario di vie parallele ordinato per strigae.

Il progetto è stato concepito come un sistema di ambiti passanti, in cui si alternano gallerie ombreggiate a spazi assolati, essi si moltiplicano all’interno dell’isolato delineando la struttura di un percorso continuo. Tale intervento, a differenza dello spazio della corte dei Bottari, che è contraddistinto da spazi di permanenza e di osservazione prolungata connotato da caratteri fortemente marcati, è immaginato, viceversa, come una sequenza di spazi “accessori” dal tono “sommesso”.

Un accento compositivo è stato riservato soltanto ad una piccola scala in metallo che collega lungo il percorso vari ambienti pubblici interni all’isolato.

La suddetta scala, realizzata con struttura e rivestimento di acciaio zincato, si articola svincolata dal rigido invaso della nuova corte accentuando all’interno dell’isolato il senso di percorrenza orizzontale e verticale.
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